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CESSIONE SPORTELLI EX ISP: A CHE PUNTO E’ LA NOTTE?

condizioni di lavoro e integrità psico-fisica dei dipendenti

Lo scorso 21 giugno si è concluso l’ultimo importante step del “Progetto Gemini”, con l’acquisizione di oltre 20 sportelli e circa 300 colleghi ex Intesa San Paolo. Impatto dell’operazione: sconvolgente! In particolare, nel territorio pavese è facile immaginare il totale disorientamento di colleghi e clienti, con la scomparsa del riferimento storico per credito e risparmio.

Per oltre sei mesi dall’annuncio dell’operazione (novembre ’20), i lavoratori hanno vissuto in un indefinito limbo. In particolare, dal punto di vista legale, non era chiaro a nessuno a quale dei “due datori di lavoro” destinare l’impegno di fedeltà: a quello “vecchio” che sostanzialmente si disinteressava delle condizioni di lavoro tentando di portare via clientela dai punti operativi ceduti, o a quello “nuovo” che legalmente non aveva ancora voce in capitolo?!

Comprendendo l’enorme potenzialità degli sportelli acquisiti su territori dal tessuto socio-economico rilevante, BPER aveva rappresentato disponibilità piena per risolvere – anche di concerto con le Organizzazioni Sindacali – le eventuali problematiche che si sarebbero quasi certamente venute a creare. Dopo circa un mese dalla data di cessione, però, nonostante le segnalazioni fatte pervenire all’Azienda durante le trattative di Gruppo, siamo costretti a segnalare enormi problemi, spesso legati a carenze organizzative. Le ricadute superano ampiamente ogni livello di guardia, tanto per i colleghi quanto per la clientela, che quotidianamente rovescia su chi sta allo sportello la propria frustrazione (in alcuni casi è stato necessario l’intervento delle Forze dell’Ordine per calmare proteste e minacce). Riteniamo necessario un immediato intervento a sostegno degli organici e interventi formativi che consentano la copertura delle nuove figure professionali previste dal modello distributivo BPER.

Le procedure farraginose, in particolare quelle da utilizzare “in presenza” della clientela, rappresentano una delle criticità maggiori, soprattutto in riferimento a organici/figure professionali ex ISP tarati in modo già certamente inadeguato. La carenza di personale è stata sopperita dagli allineatori, metodicamente distolti dalla reale funzione di formazione: denunciamo quindi una carenza effettiva di formazione, alla quale BPER dovrà presto porre rimedio. Ma al peggio non c’è mai fine: la situazione si sta ulteriormente aggravando approssimandosi il termine del periodo di allineamento previsto e le tanto agognate ferie (già ampiamente pianificate).

Registriamo già conseguenze devastanti sulla qualità del lavoro e sulla tenuta della clientela, e sulla salute delle lavoratrici e lavoratori: sono infatti sensibilmente aumentati l’uso di farmaci psicoattivi e gravi casi di stress da lavoro correlato (fino al collasso sul luogo di lavoro).

I colleghi, ancora una volta, ce l’hanno messa tutta, mettendoci ogni giorno cuore e faccia: ma non si può pensare di lasciarli soli ad affrontare una situazione che non hanno certo né cercato né voluto! E vogliamo immaginare che tale situazione non l’abbia né cercata, né voluta e né abbia interesse a mantenerla nemmeno BPER.

In qualità di rappresentanti dei lavoratori, non possiamo assistere in silenzio senza denunciare ciò che non va, rendendoci disponibili a ricercare insieme soluzioni e richiedendo un’immediata correzione di rotta!!! Attendiamo segnali concreti, tangibili e tempestivi: la più volte sbandierata volontà di ascoltare le esigenze dei lavoratori deve portare a fatti concreti: fatti, non parole!