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PARADOSSO GEMINI:
Ottima Tenuta dei Rapporti Commerciali / Chiusura di 104 Sportelli

Il Gruppo BPER ha presentato nei giorni scorsi i risultati consolidati al 30 giugno 2021, dove viene evidenziato che si è concluso con successo il processo di integrazione di tutte le 620 Filiali del ramo acquisito del Gruppo Intesa San Paolo.

L’Amministratore Delegato Piero Luigi Montani, nominato dal CDA nuovo Direttore Generale, ha presentato i dati di bilancio soffermandosi su una redditività in crescita: utile netto del semestre pari a circa 502 milioni, continuità nel miglioramento della qualità del credito, confermata solidità patrimoniale e robusta posizione di liquidità; infine ottima tenuta dei rapporti commerciali con la clientela del ramo acquisito.

In un mondo normale, ci sarebbe da rimanere basiti nel leggere, subito dopo, una “pre informativa” aziendale che annuncia la chiusura di 104 sportelli della rete BPER, che anticipa di fatto ed irritualmente un piano industriale che prevedrà la chiusura di complessivi 300 sportelli nel Gruppo, per come anticipato dall’Azienda nei giorni scorsi.

Ci preoccupano anche le esternazioni dell’AD, il quale dichiara sulla stampa specializzata che 18.000 dipendenti sono parecchi e che una bella operazione di digitalizzazione aiuterà la riduzione del personale.

Questa affermazione piacerà ai grandi azionisti, ma mortifica tutti i colleghi di rete, centro e semicentro del Gruppo BPER che, anche in piena pandemia, hanno accompagnato costantemente i clienti e consentito i processi di allineamento operativo, spostandosi da un punto all’altro del nostro paese con grandi difficoltà e hanno fatto conseguire alla Banca quei risultati eccellenti che i nuovi amministratori sbandierano ai quattro venti.

La “nuova” BPER esplicita quindi una chiara strategia di progressivo abbandono dei territori, tradendo la sua vocazione originaria e contribuendo alla desertificazione degli sportelli in atto, conseguenza anche delle grandi aggregazioni bancarie.

Le OO.SS. denunciano da tempo, in realtà, una carenza di organici (in particolar modo nella Rete) dovuta ad una perversa combinazione tra procedure obsolete, incombenze burocratico-amministrative e pressioni commerciali spinte oltre il livello di guardia.

Altro che digitalizzazione!

Continueremo a confrontarci con l’Azienda per tutelare sia i livelli occupazionali (monitorando anche il piano assunzioni previsto dall’ultimo piano industriale) sia le professionalità e i percorsi dei colleghi.

Continueremo a confrontarci con l’azienda sulle procedure di armonizzazione dei contratti integrativi, nell’ottica di realizzare quel progetto di “inclusione” dei colleghi che sono entrati da poco in BPER e con l’obiettivo di migliorare anche la qualità della vita di tutti i dipendenti del Gruppo.

Ma non possiamo nascondere la nostra preoccupazione: questa direzione di marcia non promette nulla di buono.

Cosi come annunciato, convocheremo a breve le Assemblee dei lavoratori per confrontarci sul clima aziendale (con particolare attenzione alle pressioni commerciali) e sui percorsi che dovremo tracciare per far sentire la voce dei lavoratori.

Modena, 9 agosto 2021

Segreterie di Coordinamento Sindacale del GRUPPO BPER
FABI – FIRST/CISL – FISAC/CGIL – UILCA – UNISIN